Impianti di depurazione al limite delle loro capacità: come comportarsi

Impianti di depurazione al limite delle loro capacità: come comportarsi

Un impianto di depurazione è sempre in grado di gestire ciò che un’azienda vuole smaltire?

Diciamo che nel corso della propria attività, un’azienda può avere ad un certo punto l’esigenza di aumentare la propria produzione e lavorazione.

Di conseguenza, l’impianto biologico potrebbe arrivare al limite delle sue prestazioni, poiché il refluo che deriva dalla lavorazione della produzione aumenta, creando quindi un sovraccarico all’impianto di depurazione biologico.

Il trattamento biologico è un sistema di depurazione delle acque reflue derivanti dai processi industriali che, per eliminare gli inquinanti presenti nel refluo, utilizza i fanghi composti da batteri e microorganismi.

Una volta che gli inquinanti vengono disgregati dai batteri, l’acqua trattata viene separata dal fango per poterla scaricare.

Le potenzialità dell’impianto biologico dipendono infatti dalla quantità di acque reflue che vengono immesse nell’impianto stesso.

Nel momento in cui l’acqua da depurare che arriva dalla produzione aumenta, l’impianto biologico può giungere ad un limite di gestione delle acque, i batteri presenti potrebbero non essere più sufficienti a disgregare gli inquinanti e si potrebbe presentare un aumento del volume dei fanghi che riducono la propria capacità di sedimentazione, facendo risalire il fango in superficie (effetto bulking).

Il dubbio più grande in questi casi è che si debba cambiare l’impianto. Non è sempre necessario.

Uniplant effettuerà un’analisi per trovare l’intervento più adatto alle vostre esigenze, al fine di potenziare il vostro impianto contenendone i costi.

Ad esempio, una soluzione potrebbe essere l’utilizzo di flottatori al posto di decantatori o di membrane di ultrafiltrazione che, oltre a separare il fango dall’acqua, permettono di avere una quantità di fango maggiore nella fase depurativa.

Chiamaci per trovare insieme la soluzione migliore.